Alle ragazze non si devono raccontare storie senza lieto fine. Ignoro per quale segreto motivo, le scambiano sempre per un suggerimento e, magari senza volerlo, prima o poi te le scodellano nella realtà.
Disgraziatamente non so resistere ad una ragazza che suoni Ravel.
D. Cugia, L'incosciente
\\ Home Page
Benvenuto! In questo Blog si parlerà di letture, cinema, viaggi, pensieri, passioni, emozioni e vita quotidiana...
Di Cirano (del 05/09/2008 @ 04:09:13, in Politica, linkato 4 volte)
Berlusconi lo adoro. E’ un genio. Un fulgido esempio dell’imprenditoria Italiana, prima, e un insuperabile statista politico, poi.
Oggi, tornando a Napoli per controllare lo stato dell’“emergenza” rifiuti, e Repubblica.it riporta:
Quanto alle resistenze delle popolazioni locali sulle discariche, Berlusconi minimizza: "Non ci sono rischi di inquinamento delle falde acquifere e quando è piena si ricopre con un manto con alberi, e attrezzature per il giuoco e lo sport".
Un genio! E noi coglioni che tentavamo di utilizzare la raccolta differenziata! E invece? Era tutto cosí semplice, si copre e via, ci si fa sopra un parco. Piú ecologico di cosí...
Di Cirano (del 01/07/2008 @ 08:31:51, in Attualità, linkato 45 volte)
Da un po’ corre voce che l’irlandese Ryanair, il piu’ famoso vettore di voli Low Cost Europeo, a breve coprira’ delle rotte atlantiche con prezzi altrettanto aggressivi, in modo da espandere il business anche all'infuori dell’Europa.
Per ovvie ragioni, sono molto sensibile all’argomento e cerco di tenermi aggiornato, quando trovo questa conferenza stampa rilasciata a Düsseldorf da Michael O'Leary , CEO di Ryanair verso la meta’ di Giugno.
Inutile dire che, se e’ come O’Leary dice che sara’, ci sono buoni motivi per credere che Ryanair sbaragliera’ la concorrenza.
In realta’ sono molto allettato dalla Business Class, anche se, per ora, mi posso benissimo accontentare di solcare l’oceano in Economy a 10 Euro a tratta.
Qui sotto il video con relativa traduzione.
Enjoy!
O’Leary: Ci saranno due classi, Business Class and Economy Class. E la classe economy sara’ veramente a buon mercato, diciamo sui 10 Euro, per attraversare l’Atlantico. La business, invece, sara’ molto cara. Abbiamo bisogno di avere un intero mercato per i voli a lunga distanza. Non credo che nelle tratte lunghe i voli esclusivamente low cost possano funzionare, perche’ rimane sempre un 15-20% del mercato che e’ disposto a pagare qualsiasi cifra per avere un servizio da business class, sedili piu’ ampi... e cose di questo tipo.
(...)
O’Leary: Quindi in Economy vi saranno tariffe molto economiche, circa 10 Euro, e in Business Class ci saranno letti e soffoconi(pompini, n.d.r.).
(Risate – Il giornalista tedesco chiede conferma)
O’Leary: In Economy. In business class sara’ tutto compreso, anche i soffoconi. Com’e’ che dite in tedesco “pompino”? Non c’e’ una parola tedesca per pompino?! In Germania la vita sessuale e’ davvero terribile!
Di Cirano (del 01/07/2008 @ 07:55:07, in Personale, linkato 26 volte)
Sto cercando di dormire e non ci riesco. Mancano solo pochi giorni, e venerdi saro’ di nuovo, dopo sei lunghi e freddi mesi, in Italia.
Come sempre mille piani in ballo e mille progetti per vedere tutti gli amici che riusciro’ a vedere, ad incastrare nei ritagli di tempo che vola via, veloce, nelle mie due settimane italiane. Ogni volta e’ cosi’, notti insonni prima della partenza, a pensare ai luoghi da vedere, a sorrisi familiari in cui rispecchiarmi una volta che saro’ la’. E nel contempo l’inedia, come una forte spinta dall’alto che mi trascina giu’, che mi ancora al suolo nella ricerca di giorni di normalita’, di una routine che fa parte dei miei giorni al passato e che ogni volta cerco di afferrare come filo di seta sottile che scivola beffardo tra le dita.
E’ buffo il destino di chi, come me, vive o ha vissuto in luoghi diversi. Il continuo spostarsi di luogo in luogo ti arricchisce e insieme ti consuma. Costretto a vivere in un limbo perenne in cui nessun luogo, in fondo, ti appartiene piu’. In cui vorresti, potendo, costruire un metaluogo fatto di tutte le cose belle, dei vari luoghi, diversi, che hai visto, vissuto.
Quando ero a New York, a volte capitava di passeggiare tra le strade di Chelsea, vedere il paesaggio mutare, le case farsi basse e curate. Allora, in quei luoghi, mi capitava spesso di immaginare come un prolungamento della citta’, che andasse a confluire nel centro di Padova, in un onirico continuum tra sobborchi diversi, entrambi nello stesso mondo. Immaginavo di arrivarci in Vespa, in un battito d’ali, passando da uno spritz in Piazza della Frutta, ad un ristorante Thai tra la 14ma strada e la 3a avenue.
Pensavo di ritrovare la stessa mentalita’ americana che ti permette di innovare, di metterti ogni giorno alla prova, di lottare per migliorarti e dimostrare, senza conoscenze e sotterfugi,se e quanto si vale. Pensavo, pero’, anche ad un luogo in cui coltivare gli amici, la socialita’ e la convivialita’ impresse in quella parte buona dell’Italia, se ancora ce ne fosse, che va oltre lo sfrenato individualismo americano, che diventa generosita’, compassione, aiuto reciproco.
Quello che invece vivo, nella realta’ quotidiana, e’ un luogo che non e’ mai solo Chicago, ma e’ Verona, Padova, New York e Chicago insieme; senza senso di appartenenza a qualcosa, o qualcuno. Come un salto infinito nel vuoto, senza mai una rete.
Di Cirano (del 02/06/2008 @ 03:34:11, in Personale, linkato 44 volte)
Per dare un taglio all’infinito inverno di Chicago, ho fatto una capatina di qualche giorno a Vieques, in Puerto Rico, tanto per staccare la spina. Ora mi aspettano le ultime settimane dell’anno accademico, con tanto di carico di super-lavoro, prima dell’agognata pausa estiva.
Enjoy!
AGGIORNAMENTO
Quando si decide di andare in vacanza con due ingegneri, a volte capita pure questo. Ho aggiornato l’album tenendo conto delle loro (ridicole) richieste.
“Per quanto riguarda il tuo sito internet e' decisamente carino (l'hai messo su tutto da solo?), tuttavia data la peculiarita' della categoria umana alla quale appartengo (), gradirei se potessi tirare via tutte le foto su internet dove compaio io personalmente. Le altre vanno bene. Sai, la vacanza e' un evento personale che preferisco non mettere a disposizione della comunita' multimediale. Spero che non ci siano problemi con questa mia richiesta. (anche A****** (La censura e' mia, n.d.r) apprezza il sito ma e' della stessa opinione e vorrebbe non apparire su internet).”
Se qualcuno, nonostante tutto, fosse ancora interessato a vedere le facce dei due fenomeni qui sopra, puo’ farsi un giro nel sito della guest house, Casa de Amistad, che ci ha felicemente ospitato durante il nostro soggiorno e che, needless to say, riceve sicuramente molte piu’ visite di questo piccolo blog. Con buona pace della privacy
La candidatura di Rutelli, al contrario, è il frutto dell'ennesima alchimia di laboratorio (o di loft). Una collocazione di "prestigioso ripiego", per un dirigente che è già stato sindaco due volte, che ha corso e perso un'elezione politica nel 2001, che è stato vicepremier nel 2006 e che ora, nel nuovo organigramma del Pd sconfitto il 13 aprile, rischiava di ritrovarsi senza un "posto di lavoro". L'opinione pubblica, di sinistra ma anche di centro e di destra, ne ha tratto la sgradevolissima impressione di una nomenklatura che usa le istituzioni come "sliding doors". Porte girevoli, dalle quali si entra e si esce secondo opportunità pratica personale, e non secondo utilità politica generale.
Ora, mi chiedo: e’ roprio necessario utilizzare l’inglese, soprattutto se non lo si conosce? Le sliding doors, come tra l’altro appare chiaro in un famosissimo film dal titolo omonimo con Gwyneth Paltrow, sono, come e’ facile inturile, le porte scorrevoli e non, come afferma il giornalista, le porte girevoli che, invece, si chiamano revolving doors. Vuoi mettere pero’ quanto fa fico usare l’inglese!
Di Cirano (del 19/04/2008 @ 20:09:59, in Personale, linkato 60 volte)
Lo so, sono latitante. Voglia di scrivere pari a zero. L’inverno di qui sicuramente non ha aiutato. I risultati elettorali neppure. Siamo diventati un popolo di destra. Anzi, peggio. Un popolo panem et circense. Forse non c'é rimasto nemmeno il panem, ad essere pignoli.
Quidi consoliamoci con i divertimenti. A capodanno sono stato a Parigi dopo una vita, e mi ha riacceso la voglia di Europa. Le foto sono online da un po’, ma non le ho mai linkate. Eccole.
A fine maggio me ne scappo in Porto Rico per qualche giorno. Pochi, davvero pochi, per la veritá, ma ho voglia di mare. E non potevo piú aspettare. Me ne staró fuori dalle palle, dalle email, da questa cittá di merda per qualche giorno, a Vieques.
Nel frattempo mi faró una lezione di Francese super base di francese, di quelle per dementi, come il sottoscritto. Se mi piace, potrei continuare. Intanto, accettate un consiglio da amico: Learn French!
Inoltrandomi in profonditá nel pezzo, scopro che esiste un sito, www.couchsurfing.com, in cui, iscrivendosi, si ha la possibilitá di girare il mondo chiedendo ospitalitá agli altri utenti della comunitá, che mettono a disposizione un divano, un letto, un pavimento ad altri viaggiatori.
Tempo zero, e il mio profilo é pronto per andare online, permettendomi di browse around alla ricerca della prossima meta e di un possibile ospite che generosamente mi offra un giaciglio.
Animato nel mio spirito, oltre che dal desiderio di viaggiare, anche dalla mia curiositá per la razza umana e per i contatti sociali, nonché da un innato spirito di reciprocitá, io stesso decido di mettere a disposizione dell’eventuale viandante i locali della mia piccola dimora.
Come spesso accade in questi casi, prima che io potessi testare come ospite (qui nell’accezione di colui che viene ospitato) questo meraviglioso servizio, mi ritrovo nei panni di ospite (questa volta, nel senso di colui che ospita).
Nel giro di qualche giorno, infatti, ricevo richieste di persone in procinto di visitare Chicago alla ricerca di un posto in cui stare per qualche giorno.
Apripista di questa esperienza, sono due ragazze francesi di 25 anni, Alice e Caroline, anche loro couch surfers dell’ultim’ora, che, in prestito all’Universitá di Toronto per un anno, decidono di trascorrere qualche giorno nella mia dimora per visitare Chicago.
Subito a ruota, anche una ragazza italiana, Cristina, mi chiede ospitalitá per un paio di giorni dal 26 al 28 novembre.
Entrambe le situazioni, seppur diverse (Cristina, alla fine, per problemi logistici é rimasta in hotel per tutta la durata del suo soggiorno e ci siamo riusciti a vedere per una cena), sono state estremamente positive. Ho incontrato persone interessaniti, mentalmente aperte e indipendenti. Mi verrebbe da dire che sono state ospiti perfette, senza che mai percepissi un qualche tipo di invadenza dei tempi e degli spazi: un totale equilibrio tra i piacevolissimi momenti trascorsi insieme e gli altrettanti necessari attimi di solitudine per sbrigare le faccende di routine.
Se, quindi, anche voi, come me, amate viaggiare, non volete spendere un capitale ogni volta che lo fate e, soprattutto, volete arricchirvi nell’incontro di nuovi compagni di viaggio, ora avete un mezzo in piu’ per farlo, viaggia sull’onda della rete ed ha le fattezze di un divano. Buon viaggio!
Di Cirano (del 15/12/2007 @ 16:02:25, in Personale, linkato 84 volte)
Solo sette giorni e saro’ di nuovo in Italia. Sara’ un viaggio sempre troppo breve, sempre troppo veloce. Due settimane in cui ritrovare amici, scrutare sorrisi e sciogliersi negli abbracci dei propri cari.
Saranno come sempre due settimane veloci ed intense per riscoprire i miei luoghi ed i sapori che mi hanno accompagnato per una vita.
Saranno due settimane per staccare dal lavoro e dal clima di questa citta’ che gia’ mi ha regalato dei giorni di neve e un assaggio convincente dei prossimi mesi di gelido inverno.
A presto, quindi. In fondo, mancano solo sette gorni.
Di Cirano (del 14/12/2007 @ 05:32:39, in Commenti, linkato 75 volte)
Qualche tempo fa, un’amica mi spedisce questo articolo del Daily Telegraph sul nostro Belpaese intitolato “When in Rome, plan to go home”(Una volta giunto a Roma, programma di tornare a casa), in cui un giornalista inglese descrive i paradossi e i problemi che insorgono quando in Italia ci si prova a vivere, anziché farci solo un bel giro turistico.
Per i primi mesi dopo che ci si trasferisce qui (a Roma, n.d.r.), tutto é davvero perfetto. Il sole é caldo, le persone sono accoglienti, la lingua é una gioia, il cibo delizioso, il vino é economico ed guardare le persone é un piacere.
Ma subito realizzi che in questo nuovo paradiso, devi confrontarti con un problema considerevole: é virtualmente impossibile guadagnare abbastanza per vivere.
Oggi, appena svegliato, ricevo dalla mia supervisor il link ad un articolo del New York Times che, di nuovo, parla dell’Italia, descrivendola, anche questa volta, non certo come il migliore dei luoghi possibili in cui vivere. Nell’articolo “In a Funk, Italy Sings an Aria of Disappointment” (In uno stato di depressione, l’Italia canta un’aria di delusione), emergono di nuovo tutti gli atavici mali del nostro paese che, spinti all’ennesima potenza negli ultimi anni, stanno portando la popolazione ad uno stato di frustrazione apatica e impotente.
Inoltre, alla luce del rilievo avuto dall’articolo in questione anche in Italia, sembra patetica l’accorata difesa del Capo dello Stato che, anziché giocare il ruolo della vittima e appellarsi ad un fantomatico “spirito anmale”, farebbe bene a chiamare la politica ad una seria e profonda autocritica con conseguente e deciso cambio di rotta.
Diciamo che abbiamo vissuto tempi decisamente migliori. E, ahimé, non vedo luce alla fine del tunnel.
Di Cirano (del 10/12/2007 @ 22:01:23, in Commenti, linkato 88 volte)
Da poco apprendo dalle pagine di Corriere.it dell'intesa tra Veltroni, sindaco di Roma nonche' segretario del PD, e i sindacati dei tassisti.
Ebbene, anche questa volta pare che sia mancato il coraggio di prendere una decisione a vantaggio della popolazione e contro una delle tante potenti lobby italiane.
L'accordo (o meglio, la beffa) prevede, infatti, l'aumento di 500 licenze (250 a partire dal giugno 2008 e 250 a giugno 2009). Fin qui, nulla di male. Il problema e' il costo enorme di questo accordo: vi sara' un aumento delle tariffe del 18% (come se ora fossero economiche) a partire non da giugno 2008 o da giugno 2009, bensi’ dal 12 dicembre 2007, tra due giorni.
Veltroni il negoziatore porta a casa una bella vittoria di Pirro. Se quattro tassisti prepotenti riescono a bloccare una citta’ e poi ad ottenere umenti simili a fronte di una risibile contropartita, non oso immaginare come, da ipotetico futuro presidente del consiglio, potra’ affrontare gruppi di potere ben ppiu’ potenti ed agguerriti.
Dopo la Binetti nel PD, con tanto di rifiuto a votare una sacrosanta norma anti-discriminazione, e questo capolavoro di negoziazione non ho alcun dubbio nel negare il mio voto a gente di questo tipo.
E’ il caso di dire, parafrasando il grande Moretti, “Continuiamo cosi, facciamoci del male”.
Di Cirano (del 29/11/2007 @ 21:55:28, in Commenti, linkato 96 volte)
Caro Cirano, prima di insultare le persone ti consiglio di aprire un vocabolario. Alla voce LEVITARE dello Zingarelli si legge: raro lett. LIEVITARE. Quindi non ho fatto nessun errore. Prima di sparare a zero, usando il nome e la reputazione degli altri, ti consiglio di verificare, come da rigore giornalistico. Io non copio le agenzie e si vede dallo stile... ma forse tu non sai di cosa sto parlando. Complimenti vivissimi!
Cara Paola,
mi spiace, ma la tua giustificazione non regge.
1- Il dizionario lo avresti dovuto controllare prima di pubblicare l'articolo, e non dopo. Lo avessi fatto, di certo avresti evitato di usare "lievitare" in luogo di "levitare". Sai bene che quando nel dizionario l'accezione di una parola é considerata rara, é buona norma non utilizzare quel lemma con quel specifico significato.
2- Se avessi utilizzato "lievitare" in modo consapevole, nel primo commento al mio post non avresti ammesso l'errore.
In quanto al rigore giornalistico, questo é un blog, non un organo di stampa e io non sono piú iscritto all'Ordine dei Giornalisti (Pubblicisti, per la precisione) da un paio d'anni. Nonostante questo, il mio rigore é pari e in qualche caso superiore a quello del Corsera. Una dimostrazione é l'articolo della pizza avariata, per esempio. Inoltre, non ho nessuna difficoltá ad ammettere un mio eventuale errore e, se possibile, a correggerlo, con la massima umiltá. Tant’é che, non appena l’articolo in questione é stato rivisto, non ho esitato a rilevarlo tempestivamente nel mio post.
E’ chiaro, inoltre, che quando mi riferivo alla poco edificante abitudine di copiare pari pari i dispacci di agenzia, non mi riferivo a te, ma all’autore del suddetto articolo non firmato. Per questo non mi spiego la tua reazione a quella critica in particolare. Coda di paglia?
Per quel che riguarda il nome e la reputazione (che sará mai poi, questa reputazione?) non capisco il tuo affannarti. Il mio blog é frequentato da quattro gatti (i miei amici) quindi non temere, la tua amata reputazione é intatta. In quanto al nome, non imputarmi colpe che non ho: hai scelto un lavoro che espone al pubblico e la firma in calce ad un pezzo é (o dovrebbe essere) una assunzione di responsabilitá per quanto scritto che puó portare talvolta al complimento, altre alla notorietá, altre ancora, come questa volta, alla critica. C'est la vie.