Alle ragazze non si devono raccontare storie senza lieto fine. Ignoro per quale segreto motivo, le scambiano sempre per un suggerimento e, magari senza volerlo, prima o poi te le scodellano nella realtà.
Disgraziatamente non so resistere ad una ragazza che suoni Ravel.
Di Cirano (del 03/11/2008 @ 05:41:24, in Cinema, linkato 8 volte)
Complice l’International Film festival di Chicago, che si é tenuto dal 16 al 29 ottobre, ho colto l’occasione per vedere alcuni film, concentrandomi, come ovvio, maggiormente sui titoli italiani presenti al festival.
Lemon Tree – Etz Limon
Del regista israeliano Eran Riklis, Lemon Tree racconta il piccolo dramma, umano realmente accaduto, di una vedova palestinese che vive grazie ai limoni di un piccolo frutteto, situato a West Bank al confine con lo stato di Israele . Quando il Ministro della Difesa decide di trasferire la sua abitazione proprio al confine, intima alla donna di distruggere il frutteto perché costituirebbe un rischio per la sicurezza del ministro. Si sviluppa cosí una guerra a carte bollate tra la coraggiosa vedova e i servizi di sicurezza Israeliani e, contemporaneamente, una certa empatia tra essa e la moglie del ministro che comprende e appoggia le preoccupazioni della vicina.
La pellicola ci racconta, utilizzando una vicenda semplice, le contraddizioni e la stupiditá del conflitto mediorientale che si riperquotono sulle vite delle persone piú umili, testimoniando quanto i tempi e i modi della politica e della ragion di stato siano lontani dal quotidiano.
Gomorrah – Gomorra
Tratto dal celeberrimo libro dello scrittore Roberto Saviano, il film é uno spaccato di vita del quartiere di Scampia, a nord di Napoli. Matteo Garrone, giá apprezzato regista di film come “L’imbalsamatore” e “Primo amore”, riesce con sapienza a darci uno sguardo d’insieme sulla situazione deteriore di questa zona d’Italia attraverso l’intrecciarsi di cinque racconti. É un’esposizione cruda e angosciante che mostra una realtá dominata da leggi e codici propri della malavita, in cui é disarmante e colpevole l’assenza dello stato.
Nights and Weekends
Nights and Weekends é un film indipendente scritto, diretto e interprettao dai giovani Greta Gerwig e Joe Swanberg che narra la storia di una coppia che deve affrontare le tensioni dovute ad una relazione a distanza.
Il film é stato totalmente deludente dai vari punti di vista. L’argomento che poteva essere un buono spunto per un film, é trattato con sufficienza e senza approfondire il dramma interno dei protagonisti.
Dal punto di vista registico, la pellicola é quasi interamente girata in close up con camera a mano che indugia continuamente sui volti dei personaggi senza variazioni di ritmo e lasciando un senso pesante di claustrofobia.
Quite Chaos – Caos Calmo
Tratto dal best seller di Sandro Veronesi ,“Caos calmo” é la storia di Pietro Paladini (Nanni Moretti), un dirigente di una casa di produzione televisiva che, a seguito della morte improvvisa della moglie, decide di passare le giornate sotto la scuola della figlia, anziché recarsi al lavoro. Questa sua decisione bizzarra, gli fa scoprire un mondo fatto di piccole storie quotidiane che si svolgono nei dintorni della scuola e tra i suoi colleghi di lavoro.
Forse unico caso della mia vita in cui ho preferito il film al libro. Come giá avevo avuto modo di osservare, il lbro risultava piuttosto freddo e mentale, mentre il film, grazie alla presenza di un Moretti in piena forma, risulta una favola metropolitana piacevole e sincera, peraltro accompagnata da un’azzeccata colonna sonora. Unico neo, la scena di sesso che, mentre nel libro aveva un senso, nel film sembra piombare d’improvviso, senza rispettare la sua organicitá.
A tre anni dall’uscita del libro, si é dovuto attendere il film affinché, finalmente, si potesse dare un senso al Caos emozionale del titolo.
The Girl by the river - La ragazza del lago
Opera prima del regista Andrea Molaioli, giá aiuto regista in vari film di Moretti e nello splendido “Padre e Figlio” di Sokuorv, La ragazza del Lago é un thriller che racconta la caccia all’assasino di una ragazza che viene trovata senza vita sulle sponde del lago, in un piccolo paese del Friuli.
Mentre il film é apprezzabile per la regia, la colonna sonora e la fotografia, la sceneggiatura risulta noiosa e decisamente poco interessante. Non regge la storia, non regge il movente dell’assassino e tutto sembra non avere molto senso. Sapere che siano stati assegnati 8 David di Donatello la dice lunga sulla serietá d questo premio.
Positiva, come sempre, la performance di Toni Servillo.
Another world – Altromondo
Altromondo é un docudrama sperimentale formato da vari monologhi che ha nelle intenzioni quello di mostrare la condizione degli omosessuali nell’Italia di oggi. Il nobile intento del regista Fabiomassimo Lozzi, che ne ha curato anche la sceneggiatura, lascia tuttavia un senso generale di delusione. La pellicola é farcita dei piú classici chiche e le due ore in cui si sviluppa potevano essere ridotte alla metá, risparmiando al pubblico un’inutile agonia.
Sticchevole il finale, autobiografico, in cui il regista proclama l’amore infinito al suo compagno.
A rischio di risultare impopolare: ho avuto la sensazione di una pellicola che ha la pretesa e l’arroganza di essere classificata come “arte” solo perché scritta e diretta da un gay. Non é vero che un gay, per il solo fatto di essere gay, é automaticamente un artista, cosí come non é vero che un etero, per il solo fatto di essere etero, é migliore in certe cose e non in altre. Mi sembra un’occasione sprecata per un tema molto attuale ed importante.
Di Cirano (del 03/11/2008 @ 03:56:42, in Personale, linkato 8 volte)
L’inverno si avvicina, e con esso qualche ispirazione culinaria. Questa volta mi sono cimentato in un dolce agli amaretti che mia madre era solita fare nei miei lunghi anni di Liceo.
In questo caso, in vista delle elezioni presidenziali americane, per la decorazione ho optato per la bandiera di Chicago, sperando che sia di buon auspicio per per la vittoria di Obama.
Di Cirano (del 30/09/2008 @ 05:44:36, in Personale, linkato 41 volte)
E’ arrivata cosí, quasi per caso, la notizia che Carmen Consoli avrebbe suonato a Chicago. E cosí, quasi per caso, sono andato a sentirla, dal vivo, per la prima volta.
Poco piú di un’ora di unplugged, voce e chitarra, come non capita di vederla spesso in Italia, nell’atmosfera intima di un pub.
Qui alcuni estratti dalla sua performance, qualche giorno fa, al Centro di Cultura Italiana di San Francisco.
Di Cirano (del 25/09/2008 @ 04:28:17, in Libri, linkato 30 volte)
“Can you give me a specific example of what you mean by – to die little by little?”
“Well…I don’t know. You’re trapped in the dark all alone, with nothing to eat, nothing to drink, and little by little you die…”
“It must be terrible,” I said. “Painful. I wouldn’t want to die like that if I could help it.”
“But finally, Mr. Wind-up Bird, isn’t that just what life is? Aren’t we all trapped in the dark somewhere, and they’ve taken away out food and water, and we’re slowly dying, little by little…?”
I laughed. “You’re too young to be so…pessimistic,” I said, using the English word.
(…)
“I’m only sixteen,” she said, “and I don’t know much about the world, but I do know one thing for sure. If I’m pessimistic, then the adults in this world who are not pessimistic are a bunch of idiots.”
Di Cirano (del 05/09/2008 @ 04:09:13, in Politica, linkato 33 volte)
Berlusconi lo adoro. E’ un genio. Un fulgido esempio dell’imprenditoria Italiana, prima, e un insuperabile statista politico, poi.
Oggi, tornando a Napoli per controllare lo stato dell’“emergenza” rifiuti, e Repubblica.it riporta:
Quanto alle resistenze delle popolazioni locali sulle discariche, Berlusconi minimizza: "Non ci sono rischi di inquinamento delle falde acquifere e quando è piena si ricopre con un manto con alberi, e attrezzature per il giuoco e lo sport".
Un genio! E noi coglioni che tentavamo di utilizzare la raccolta differenziata! E invece? Era tutto cosí semplice, si copre e via, ci si fa sopra un parco. Piú ecologico di cosí...
Di Cirano (del 01/07/2008 @ 08:31:51, in Attualità, linkato 75 volte)
Da un po’ corre voce che l’irlandese Ryanair, il piu’ famoso vettore di voli Low Cost Europeo, a breve coprira’ delle rotte atlantiche con prezzi altrettanto aggressivi, in modo da espandere il business anche all'infuori dell’Europa.
Per ovvie ragioni, sono molto sensibile all’argomento e cerco di tenermi aggiornato, quando trovo questa conferenza stampa rilasciata a Düsseldorf da Michael O'Leary , CEO di Ryanair verso la meta’ di Giugno.
Inutile dire che, se e’ come O’Leary dice che sara’, ci sono buoni motivi per credere che Ryanair sbaragliera’ la concorrenza.
In realta’ sono molto allettato dalla Business Class, anche se, per ora, mi posso benissimo accontentare di solcare l’oceano in Economy a 10 Euro a tratta.
Qui sotto il video con relativa traduzione.
Enjoy!
O’Leary: Ci saranno due classi, Business Class and Economy Class. E la classe economy sara’ veramente a buon mercato, diciamo sui 10 Euro, per attraversare l’Atlantico. La business, invece, sara’ molto cara. Abbiamo bisogno di avere un intero mercato per i voli a lunga distanza. Non credo che nelle tratte lunghe i voli esclusivamente low cost possano funzionare, perche’ rimane sempre un 15-20% del mercato che e’ disposto a pagare qualsiasi cifra per avere un servizio da business class, sedili piu’ ampi... e cose di questo tipo.
(...)
O’Leary: Quindi in Economy vi saranno tariffe molto economiche, circa 10 Euro, e in Business Class ci saranno letti e soffoconi(pompini, n.d.r.).
(Risate – Il giornalista tedesco chiede conferma)
O’Leary: In Economy. In business class sara’ tutto compreso, anche i soffoconi. Com’e’ che dite in tedesco “pompino”? Non c’e’ una parola tedesca per pompino?! In Germania la vita sessuale e’ davvero terribile!
Di Cirano (del 01/07/2008 @ 07:55:07, in Personale, linkato 42 volte)
Sto cercando di dormire e non ci riesco. Mancano solo pochi giorni, e venerdi saro’ di nuovo, dopo sei lunghi e freddi mesi, in Italia.
Come sempre mille piani in ballo e mille progetti per vedere tutti gli amici che riusciro’ a vedere, ad incastrare nei ritagli di tempo che vola via, veloce, nelle mie due settimane italiane. Ogni volta e’ cosi’, notti insonni prima della partenza, a pensare ai luoghi da vedere, a sorrisi familiari in cui rispecchiarmi una volta che saro’ la’. E nel contempo l’inedia, come una forte spinta dall’alto che mi trascina giu’, che mi ancora al suolo nella ricerca di giorni di normalita’, di una routine che fa parte dei miei giorni al passato e che ogni volta cerco di afferrare come filo di seta sottile che scivola beffardo tra le dita.
E’ buffo il destino di chi, come me, vive o ha vissuto in luoghi diversi. Il continuo spostarsi di luogo in luogo ti arricchisce e insieme ti consuma. Costretto a vivere in un limbo perenne in cui nessun luogo, in fondo, ti appartiene piu’. In cui vorresti, potendo, costruire un metaluogo fatto di tutte le cose belle, dei vari luoghi, diversi, che hai visto, vissuto.
Quando ero a New York, a volte capitava di passeggiare tra le strade di Chelsea, vedere il paesaggio mutare, le case farsi basse e curate. Allora, in quei luoghi, mi capitava spesso di immaginare come un prolungamento della citta’, che andasse a confluire nel centro di Padova, in un onirico continuum tra sobborchi diversi, entrambi nello stesso mondo. Immaginavo di arrivarci in Vespa, in un battito d’ali, passando da uno spritz in Piazza della Frutta, ad un ristorante Thai tra la 14ma strada e la 3a avenue.
Pensavo di ritrovare la stessa mentalita’ americana che ti permette di innovare, di metterti ogni giorno alla prova, di lottare per migliorarti e dimostrare, senza conoscenze e sotterfugi,se e quanto si vale. Pensavo, pero’, anche ad un luogo in cui coltivare gli amici, la socialita’ e la convivialita’ impresse in quella parte buona dell’Italia, se ancora ce ne fosse, che va oltre lo sfrenato individualismo americano, che diventa generosita’, compassione, aiuto reciproco.
Quello che invece vivo, nella realta’ quotidiana, e’ un luogo che non e’ mai solo Chicago, ma e’ Verona, Padova, New York e Chicago insieme; senza senso di appartenenza a qualcosa, o qualcuno. Come un salto infinito nel vuoto, senza mai una rete.
Di Cirano (del 02/06/2008 @ 03:34:11, in Personale, linkato 65 volte)
Per dare un taglio all’infinito inverno di Chicago, ho fatto una capatina di qualche giorno a Vieques, in Puerto Rico, tanto per staccare la spina. Ora mi aspettano le ultime settimane dell’anno accademico, con tanto di carico di super-lavoro, prima dell’agognata pausa estiva.
Enjoy!
AGGIORNAMENTO
Quando si decide di andare in vacanza con due ingegneri, a volte capita pure questo. Ho aggiornato l’album tenendo conto delle loro (ridicole) richieste.
“Per quanto riguarda il tuo sito internet e' decisamente carino (l'hai messo su tutto da solo?), tuttavia data la peculiarita' della categoria umana alla quale appartengo (), gradirei se potessi tirare via tutte le foto su internet dove compaio io personalmente. Le altre vanno bene. Sai, la vacanza e' un evento personale che preferisco non mettere a disposizione della comunita' multimediale. Spero che non ci siano problemi con questa mia richiesta. (anche A****** (La censura e' mia, n.d.r) apprezza il sito ma e' della stessa opinione e vorrebbe non apparire su internet).”
Se qualcuno, nonostante tutto, fosse ancora interessato a vedere le facce dei due fenomeni qui sopra, puo’ farsi un giro nel sito della guest house, Casa de Amistad, che ci ha felicemente ospitato durante il nostro soggiorno e che, needless to say, riceve sicuramente molte piu’ visite di questo piccolo blog. Con buona pace della privacy
La candidatura di Rutelli, al contrario, è il frutto dell'ennesima alchimia di laboratorio (o di loft). Una collocazione di "prestigioso ripiego", per un dirigente che è già stato sindaco due volte, che ha corso e perso un'elezione politica nel 2001, che è stato vicepremier nel 2006 e che ora, nel nuovo organigramma del Pd sconfitto il 13 aprile, rischiava di ritrovarsi senza un "posto di lavoro". L'opinione pubblica, di sinistra ma anche di centro e di destra, ne ha tratto la sgradevolissima impressione di una nomenklatura che usa le istituzioni come "sliding doors". Porte girevoli, dalle quali si entra e si esce secondo opportunità pratica personale, e non secondo utilità politica generale.
Ora, mi chiedo: e’ roprio necessario utilizzare l’inglese, soprattutto se non lo si conosce? Le sliding doors, come tra l’altro appare chiaro in un famosissimo film dal titolo omonimo con Gwyneth Paltrow, sono, come e’ facile inturile, le porte scorrevoli e non, come afferma il giornalista, le porte girevoli che, invece, si chiamano revolving doors. Vuoi mettere pero’ quanto fa fico usare l’inglese!